Altri animali e insetti

IL GAMBERO DELLA LOUISIANA

Image IL GAMBERO DELLA LOUISIANA

Il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) è una specie di gambero d'acqua dolce originario delle aree palustri e fluviali degli Stati Uniti centro-meridionali e del Messico nord-orientale. In Italia fu importato in Toscana per un tentativo di commercializzazione data la prelibatezza delle sue carni (se allevato in acque pulite), le discrete dimensioni che è in grado di raggiungere (supera spesso i 12,5 cm di lunghezza) e la sua prolificità. Da là si è poi diffuso, dopo esser sfuggito al controllo degli allevamenti di chi lo aveva importato, in quasi tutta l'Italia centrosettentrionale e in Sardegna. Attualmente è considerato il gambero di fiume più diffuso al mondo.
Gli individui adulti hanno una caratteristica colorazione bruno-rossa che li rende facilmente riconoscibili. I giovani hanno invece una colorazione grigio-verdastra che, ad una superficiale osservazione, li rende piuttosto simili al gambero di fiume italiano (Austropotamobius italicus e Austropotamobius pallipes). Per distinguere i gamberi di fiume europei da quelli americani con certezza bisogna infatti osservare la base delle chele dove le specie americane presentano una piccola spina, a differenza delle specie nostrane che ne sono prive.

L’introduzione e la diffusione sul nostro territorio di questa specie sta creando grandi problemi alla biodiversità degli ambienti acquatici in quanto essendo onnivora e molto vorace mangia uova di pesci, di anfibi e di insetti acquatici, e poi, finiti questi, le specie vegetali presenti (alghe, piante acquatiche). E’ in grado addirittura di resistere e respirare fuori dall'acqua per alcune ore e raggiungere le eventuali coltivazioni poste attorno ai corsi d'acqua, provocando la distruzione di discrete quantità di raccolto.
In Italia ed in Europa inoltre rappresenta una gravissima minaccia per i sempre più rari gamberi nostrani in quanto, oltre a competere meglio dal punto di vista ecologico, è portatore sano di alcune gravi malattie, tra cui la famigerata “peste del gambero” (Aphanomyces astaci), che non lascia scampo alle nostre specie. 

COME COMPORTARSI IN CASO DI PRESENZA DEL GAMBERO DELLA LOUISIANA
Se nei fossi trovate questi gamberi ci raccomandiamo di non pescarli per liberarli altrove, altrimenti si può rischiare una multa per immissione di animali nocivi per l'ambiente. 

 

 

VESPE e CALABRONI

Le vespe, insieme ai gialloni e ai calabroni, appartengono alla famiglia delle Vespidae. Sono insetti sociali che comprendono femmine sterili, operaie, ed una o più femmine fertili dette regine. I maschi appaiono solo nel periodo riproduttivo. Le colonie durano un solo anno. Soltanto le femmine fecondate passano l'inverno in ricoveri scelti in modo opportuno, nei posti più vari (dai sottotetti alle screpolature degli alberi, ecc.). In primavera, il ciclo riprende con l'insediamento, da parte della femmina svernante, del favo che poi verrà completato dalla discendenza (operaie).
A differenza delle api, le vespe non formano cera. Per costruire i favi utilizzano polpa di legno, che viene masticata dalle capaci mandibole, e impastata con saliva fino a formare una sostanza simile al cartone (da qui il soprannome di "cartonaie").
 

Le specie più diffuse in Italia sono:

Polistes dominulus. E' la specie più frequente in ambiente urbano, questo tipo di vespa inizia la costruzione del favo in luoghi caratterizzati da alti livelli di temperature (fino ai 60 - 70 °C) quali sottotetti, grondaie, cassonetti della spazzatura esposti al sole.

Vespa germanica e vespa vulgaris. I loro nidi sono grandi ma meno appariscenti di quelli della polistes dominulus perché vengono posti in luoghi riparati, generalmente su rami, rocce, cavità dei tronchi oppure sottoterra.

Vespa cabro. Si tratta dei calabroni, lunghi fino a 3,5 cm; costruiscono nidi con un'architettura voluminosa solitamente nei tronchi cavi.

E' normale pensare alle vespe come insetti con un temperamento cattivo e un pungiglione velenoso. Sappiamo oggi che questi insetti hanno un sofisticato comportamento e spesso aiutano gli agricoltori, controllando altri insetti dannosi alle colture. Alcune specie si nutrono di nettare, che prelevano dai fiori, in modo simile alle api, aiutando l'impollinazione di varie piante. Di solito la loro cattiva reputazione deriva dal disturbo che noi arrechiamo loro. Normalmente diventano aggressive solo alla fine dell'estate. Alla fine della stagione estiva infatti le operaie, non dovendo più nutrire larve che hanno raggiunto la maturità, ricercano frutta ed altre sostanze dolci. Muoiono comunque con i primi freddi.

 

La lotta

Le vespe sono caratterizzate da spiccata aggressività. Al contrario i calabroni reagiscono solo se disturbati. Questi ultimi possono però inoculare una quantità superiore di veleno, e quindi sono più temibili. Anche la vespa comune (Polistes gallicus) non è aggressiva, e reagisce solo se viene toccato in qualche modo il nido e inoltre la colonia è composta di pochi individui. Le vespe di terra (Vespula germanica), invece, sono pericolose a causa del numero elevato di individui per nido, spesso costruito nel terreno e quindi facilmente disturbabile poichè non visibile.
In caso di attacco è consigliabile evitare gesti bruschi per allontanarle. Sarebbe più opportuno non cedere al panico, sopportare alcune punture e aspettare che gli insetti si tranquillizzino, evitando così un attacco più massiccio e quindi più pericoloso.
E' sempre preferibile operare alla sera o al mattino presto, indossando una tuta da apicoltore, maschera compresa.
E' consigliabile utilizzare per il trattamento una lancia che permetta di operare a distanza.
Sono disponibili oggi degli spray, con un getto potente (fino a quattro metri), dal buon potere abbattente. La maggiore difficoltà deriva, spesso, dalla impossibilità di raggiungere il nido, perché nascosto sotto ripari: ad esempio sotto le tegole, nei cassonetti, tra le travi di sostegno ecc. In questo caso, è indispensabile rivolgersi a personale specializzato.

 

SCARAFAGGI

Image SCARAFAGGI

Tra gli insetti che entrano nelle nostre case, le blatte (o scarafaggi) sono quelle che suscitano a nostra maggiore repulsione. Sono in realtà pericolosi vettori di patogeni e di allergie. Vivono in colonie con abitudini notturne. In Italia sono presenti più di 20 specie ma le 2 che vengono più spesso rilevate sono la Blattella germanica e la Blatta orientalis.

 

Blattella

Image Blattella

La Blattella (Blattella germanica) ha la capacità di arrampicarsi sulle pareti lisce e verticali e può volare. Vive e si sviluppa in posti caldi e con alta umidità e con cibo facilmente disponibile. 

 

Blatta

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Blatta (Blatta orientalis) E' lo scarafaggio delle fogne. Non è in grado di volare e camminare sulle pareti lisce verticali ma può nuotare. 

 

Tecniche di disinfestazione

La conoscenza del loro ciclo biologico, che varia a seconda della specie, è fondamentale per impostare un corretto programma di disinfestazione.

E' importante sapere che per tutte le specie i cicli si accavallano durante l'anno e che nello stesso periodo possiamo trovare adulti, neanidi (individui adulti ma senza ali) e ninfe (con abbozzi alari) di ogni età e le ooteche, cioè gli involucri che racchiudono le uova.

Per una deblattizzazione si distinguono tre fasi:

  • le operazioni preliminari
  • l'intervento di lotta vera e propria
  • il monitoraggio e il mantenimento

Le operazioni preliminari:

1. Si effettua una accurata ispezione ai locali da trattare per determinare il tipo e l'entità dell'infestazione, i nascondigli e le sorgenti di cibo delle blatte, e identificare le possibili cause di propagazione dell'infestazione.

2. Monitoraggio delle specie presenti: si distribuiscono trappole collanti per catturare e individuare i tipi di blatte presenti e il loro numero approssimativo.

3. Si definisce il perimetro dell'area di intervento, in modo da evitare pericolose fughe in zone adiacenti, che diverrebbero vere e proprie "zone rifugio".

L'intervento di lotta vera e propria:

1. Si trattano le superfici, controsoffitti e doppie pareti, scantinati, magazzini, fogne, discariche ove le blatte si spostano, facendo attenzione a non contaminare cibi o qualsiasi altra cosa.

2. Si prosegue con un trattamento specifico all'interno dei rifugi delle blatte (crepe e fessure).

Il monitoraggio e il mantenimento:

Per mantenere sotto controllo la popolazione delle blatte dopo il trattamento si suggeriscono alcune norme igienico-sanitarie e comportamentali:

  • procedere a una accurata pulizia e mantenere i locali puliti ed asciutti,
  • stivare merci su pallets e non a contatto diretto coi pavimento,
  • controllare che le merci in entrata non presentino tracce evidenti di infestazione,
  • limitare ogni possibile via d'accesso dall'esterno, stuccando o sigillando ogni crepa e fessura,
  • mantenere i rifiuti sigillati in sacchi di polietilene e comunque allontanarli frequentemente.

Metodi di lotta:

La bonifica ambientale. Sebbene la pulizia e la manutenzione degli stabili sia molto importante per limitare la presenza delle blatte, in caso di un'infestazione si dovrà far ricorso ad un trattamento insetticida. In ogni modo per un duraturo controllo delle blatte è molto importante ridurre tutti i rifugi ed il cibo necessario alla loro sopravvivenza: eliminare le crepe sui muri, riparare le mattonelle sconnesse e soprattutto sigillare i passaggi di fili e tubi, non lasciare cibi all'aperto, piatti sporchi durante la notte, briciole e residui di cibo sul pavimento, immondizie non chiuse ermeticamente all'interno delle abitazioni.

 

LA SCIAMATURA NATURALE DELLE API

Image LA SCIAMATURA NATURALE DELLE API

Le caratteristiche ed i segreti di questo amato/odiato "evento"

La sciamatura naturale è uno degli eventi piu' amati e odiati allo stesso tempo dagli apicoltori. Tramite la sciamatura si ha una divisione della famiglia che comporta sia un aumento di famiglie (ovviamente se lo sciame viene recuperato) sia una compromissione di un eventuale raccolto da parte della famiglia di origine. La sciamatura è un fenomeno naturale grazie al quale si compie il mantenimento della specie, è logico quindi, che tutte le famiglie di api sono soggette a tale evento. Esso si manifesta, solitamente, a cavallo della primavera, periodo in cui vi è il massimo raccolto (cosa che aiuterà sia il ceppo che lo sciame a riprendersi): la regina rallenta la deposizione, le celle di fuco sono pronte allo sfarfallamento, la popolazione dell'alveare è numerosissima (60 / 80 mila api), vengono costruite innumerevoli celle reali. Ci si trova davanti ad una vera e propria "febbre sciamatoria" che comporterà , alla schiusa della prima cella reale la dipartita della vecchia regina assieme ad un cospicuo numero di operaie adulte. Questo gruppetto (si fa per dire : 10 /20 mila api) uscira' in una bella giornata e nelle prime ore del mattino, si fermerà temporaneamente nei pressi dell'apiario, il piu' delle volte su un ramo o tronco poco alto (un paio di metri generalmente) il tempo di questa momentanea permanenza e' soggettivo e va da qualche ora ad anche un paio di giorni , in realta' lo sciame attende solo che le proprie esploratrici tornino con le informazioni per una nuova definitiva dimora .


In questo lasso di tempo piu' o meno lungo, l'apicoltore, puo' intervenire procedendo all'inarniamento: ci si armera' di sega, forbici, portasciame, affumicatore, spazzola, e quant'altro possa essere di ausilio a tale operazione; la caratteristica che si notera' subito, sara' l'estrema docilita' di tali api (cosa che rende tale lavoro anche piacevole, comunque le api sono rimpinzate di nettare e la loro arma: il pungiglione e quasi inoffensiva) in seguito si procedera' usando gli attrezzi utili alla raccolta delle api, che unite le une alle altre in una specie di glomere saranno facilmente manipolabili (ad es.scotendo il ramo dove risiedono dentro il portasciame esse vi cadranno quasi tutte ). 

 

Cosa fare se si avvista uno sciame?

Image Cosa fare se si avvista uno sciame?
  1. Il cittadino quando avvista uno sciame deve chiamare l'Ufficio Ambiente TEL. 041-5071176 oppure 041-5071391) 
  2. L'Ufficio provvederà chiamando gli apicoltori di fiducia che provvederanno all'asporto dello sciame 

ATTENZIONE! L'APE E' UN ANIMALE PROTETTO: uccidere le api oltre a creare un danno ambientale, visto che le api sono le fautrici all' 85% dell'impollinazione delle colture agricole, può portare a forti sanzioni.

 

 

LA LOTTA ALLE FORMICHE ARGENTINE

Image LA LOTTA ALLE FORMICHE ARGENTINE

In Italia le formiche non si possono considerare un grande problema: in genere si presenta limitato e circoscritto in particolari periodi dell'anno e le specie interessate non sono particolarmente feroci e preoccupanti. 

Particolarmente diffusa è la Formica argentina (Iridomyrmex humilis). E' lunga da 2 a 3mm, testa e addome dal giallo scuro al bruno, torace giallastro, zampe e antenne giallo scuro. Testa più larga del torace, zampe molto lunghe.

Se il vostro orto è preso improvvisamente d'assalto da milioni di piccole formiche aggressive dinamiche e veloci che distruggono rapidamente le formiche più grosse andando dappertutto, salendo fin sugli alberi più alti, allora è la formica argentina. Se nella vostra casa appaiono lunghissime ed ordinate colonne di formichine che assaltano i cibi più strani e vanno ad approvviggionarsi di acqua nei bagni, nelle docce, perfino nel water, allora si tratta della formica argentina!
 

 

Come difendersi dalle formiche?

Image Come difendersi dalle formiche?

Molti non sanno che le formiche distruggono le termiti ed altri insetti dannosi, pertanto è consigliabile eliminarle solo se creano effettivo problema ed entrano in casa.
La lotta contro le formiche è difficile perché, per eliminarle veramente, occorre sopprimere le regine, cosa assai difficoltosa visto che raramente queste escono all'aperto.
Le formiche sono generalmente onnivore e vengono attratte all'interno delle abitazioni dalle sostanze zuccherine o da altri alimenti pertanto per dissuaderle dall'entrare ...si potrà:
Prevenire la possibilità di infestazioni, adottando tutte le ordinarie misure d'igiene, quali la pulizia dei locali e degli arredi, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti organici in adatti contenitori a chiusura, la conservazione degli alimenti in contenitori chiusi e in ambienti puliti
Provare dei rimedi "fai da te" spargendo del sale grosso o del borotalco, sui punti dove entrano in casa
Trattare con esche disponendo trappole, innescate con attrattivi alimentari o profumi particolarmente graditi a questo insetto (es. esche a gel). Le esche vanno disposte e ricambiate periodicamente nei possibili punti di passaggio
Disinfestare Irrorando insetticidi o polveri