Manutenzione caldaie. Proviamo a capirci di più

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Tra nuovi Decreti Legge, voci contrastanti che arrivano da tecnici o conoscenti, etc... le informazioni sulla manutenzione degli impianti termici sono spesso poco chiare o contradditorie. 

In questa breve guida cercheremo di fare un po’ di chiarezza.
Analizzeremo i principali contenuti del DPR 16 aprile 2013, n.74, entrato in vigore il 12 luglio 2013 e le novità del decreto del 20 giugno 2014 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2014). Questi decreti ci uniformano alle norme europee, ridefinendo la normativa dei controlli sull’efficienza energetica.

 

REGOLE PER LA MANUTENZIONE E CONTROLLO DELL'IMPIANTO

Il DPR 74/2013 illustra in dettaglio la temperatura interna che devono avere gli edifici durante il funzionamento dell’impianto nel periodo invernale, la quale non deve superare i 20/22°C negli edifici residenziali. Nel periodo estivo, invece, la temperatura non deve essere inferiore di 24/26°C, questi limiti di temperatura fissati dovranno essere attuati tramite accorgimenti che non comportino lo spreco di energia (ad esempio aprire la finestra).

Vengono posti anche dei limiti riguardanti l’utilizzo degli impianti termici per il riscaldamento invernale, relativamente al periodo annuale e alla durata giornaliera di utilizzo:

• Zona A: 6 ore al giorno dal 1°dicembre al 15 marzo;
• Zona B: 8 ore al giorno dal 1°dicembre al 31 marzo;
• Zona C: 10 ore al giorno dal 15 novembre al 31 marzo;
• Zona D: 12 ore al giorno dal 1°novembre al 15 aprile;
• Zona E: 14 ora al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile;
• Zona F: nessuna limitazione.

Al di fuori di questi periodi gli impianti possono essere attivati unicamente in caso di presenze climatiche che ne giustifichino l’utilizzo, comunque per un tempo non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria.

Queste applicazioni però, non sono applicate nel comparto residenziale nei seguenti casi:

• impianti termici che usano calore proveniente da centrali di cogenerazione con produzione combinata di elettricità ed acqua calda sanitaria;
• impianti termici al servizio di uno o più edifici dotati di circuito primario volti esclusivamente ad alimentare gli edifici per la produzione di acqua calda sanitaria per usi igienici e sanitari;
• impianti termici che servono più unità immobiliari residenziali e assimilate dotati di un gruppo termoregolatore pilotato da una sonda di rilevamento della temperatura esterna con programmatore che consenta l’impostazione di almeno due temperature nell’arco delle 24h;
• impianti termici al servizio di più unità immobiliari residenziali e assimilate nei quali sia installato e funzionante, in ogni singola unità immobiliare, un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione dell’unità dotato di un programmatore che consenta l’impostazione di almeno due temperature nell’arco delle 24h;
• impianti termici per singole unità immobiliari residenziali dotati di un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente con programmatore che consenta l’impostazione di almeno due temperature nell’arco delle 24h;
• impianti termici condotti mediante “contratti di servizio energia” dove i corrispettivi sono correlati al raggiungimento del comfort ambientale nei limiti consentiti dal presente regolamento.
 

Nel decreto il regolamento dei criteri generali e i soggetti responsabili per la manutenzione e il controllo dell’impianto è così definito: “L’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell’impianto termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell’impianto, che può delegare ad un terzo. La delega a responsabili terzi non è consentita nel caso di singole unità immobiliari il cui generatore di calore non sia installato in un locale tecnico dedicato.”

In caso di delega, il responsabile terzo, deve comunicare tempestivamente in forma scritta al delegante la necessità di realizzare interventi, a seguito del quale, il delegante deve espressamente autorizzare l’intervento con apposita delibera condominiale entro 10 giorni dalla comunicazione scritta, facendosi carico dei relativi costi. In assenza di delibera condominiale la delega del responsabile terzo decade automaticamente.

Nel caso di mancato rispetto delle norme i soggetti che risponderanno saranno il responsabile diretto o il responsabile terzo dell’impianto.

Per quanto riguarda il controllo e la manutenzione il decreto prevede: “Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione rese disponibili dall'impresa installatrice dell'impianto ai sensi della normativa vigente.”

“Qualora l'impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche, o queste non siano più disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell'impianto termico devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente".

Il decreto, riguardo il controllo dell’efficienza, o più comunemente il controllo dei fumi di impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kW (rientrano quelli domestici e anche quelli di piccoli condomini) prevede quanto segue:

ogni 2 anni per gli impianti termici alimentati da combustibile liquido o solido;
ogni 4 anni per gli impianti termici alimentati a gas metano o GPL

per impianti con potenza pari o superiore a 100 kW (grandi condomini) invece la cadenza del controllo dei fumi è la seguente:

• ogni anno per gli impianti termici alimentati da combustibile liquido o solido;
• ogni 2 anni per gli impianti termici alimentati a gas metano o GPL

Il controllo dei fumi non pone distinzione tra tipi di caldaia o dell’anzianità della stessa (naturalmente per quelle inferiori a 100 kW di potenza).

Questo decreto, ha validità solo in alcune delle regioni d’Italia, tra queste vi è il Veneto: le regioni nella quale la direttiva vigente è invece la 2002/91/CE art. 17 del dlgs 192/2005 (clausola di cedevolezza), sono le seguenti: Liguria, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia.

Vi ricordiamo di prestare attenzione a quanto vi viene comunicato a riguardo da tecnici o installatori, ricordate che ad oggi, 12 settembre 2014, fa fede il DPR 16 aprile 2013, n.74 (quindi quanto analizzato in questa guida).
 

 

NUOVI MODELLI DI LIBRETTO DI IMPIANTO ENTRO IL 15 OTTOBRE 2014

Il decreto ministeriale del 10 febbraio 2014 ha introdotto l'obbligo per gli impianti di climatizzazione invernale o estiva vecchi o nuovi che siano, di munirsi di un libretto di impianto conforme al modello riportato nel decreto stesso, oltre che di effettuare un controllo e stendere un rapporto sull'efficienza energetica (art. 7 comma 6 del Dpr 74/2013). Pertanto entro il prossimo 15 OTTOBRE 2014 tutti i possessori di un impianto termico di climatizzazione estivo o invernale dovranno adeguare i modelli di libretto e i rapporti di efficienza energetica.

IL LIBRETTO

Il nuovo libretto sarà unico e composto da varie schede. Le schede riguarderanno sia gli impianti di riscaldamento sia quelli di raffreddamento, vecchi o nuovi. In caso di installazione di un impianto nuovo, sarà l'installatore stesso a fornire e compilare il libretto, mentre per gli impianti già esistenti l'incombenza ricadrà sul soggetto responsabile, quindi il proprietario o chi occupa l'immobile ad altro titolo, che dovrà preoccuparsi di demandare al tecnico manutentore la compilazione dei dati tecnici.

I vecchi libretti verranno lasciati in allegato al nuovo. E' possibile scaricare il libretto dal sito del Ministero dello sviluppo economico per la compilazione manuale, oppure per la compilazione telematica grazie ad una guida in linea, accedendo in questo caso al sito del CTI (Comitato Termotecnico Italiano), ma rimane l'obbligo di stamparlo nel caso di eventuali ispezioni.

I CONTROLLI DI EFFICIENZA ENERGETICA

Lo stesso decreto sancisce anche il rinnovamento dei moduli per i rapporti di controllo dell'efficienza energetica su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria.

Questi vengono rilasciati dai tecnici dopo ogni intervento di manutenzione ordinaria o di controllo, con periodicità indicata per la manutenzione dal manuale tecnico dell'impianto, per il controllo dall'art. 7 del Dpr 74/2013.

I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati all'atto della prima messa in esercizio dell'impianto (a cura dell'installatore), nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore, e in tutti i casi di interventi che modifichino l'efficienza energetica.

Il rapporto dovrà essere redatto conformemente ai modelli riportati negli allegati II (per i gruppi termici), III (per i gruppi frigo), IV (scambiatori) e V (cogeneratori) del decreto 10 febbraio 2014. L'obbligo di conformità ai modelli non si applica invece agli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili di cui al D. Lgs. n. 28/2011, anche se permane la disposizione di compilare del libretto.